07/04/07

una bella notizia!


oxford here I come again!

06/04/07

reputation is what you choose

avrete visto (altrimenti lo trovate qui seguendo il percorso > spot tv > provino) lo spot di una birra, in cui un attore a un provino deve recitare la frase “se come me anche tu soffri di impotenza sessuale…” e gli si parano davanti due porte a simboleggiare la scelta tra CARRIERA e REPUTAZIONE (esatte parole che compaiono sulle suddette porte).
vorrei precisare che, secondo me, la reputazione di un uomo non è messa minimamente in discussione dalla sua (im)potenza sessuale… non ci si rovina la reputazione contraendo una patologia, ma scegliendo di adottare, in modo gratuito e furbesco, comportamenti ai danni dei propri simili. allo stesso tempo, comprendo l’esigenza di riservatezza riguardo il proprio stato di salute nel senso più ampio del termine.
mi piacerebbe che lo spot venisse (leggermente) modificato:
- o cambiando la scritta sulla porta (imbarazzo al posto di reputazione basterebbe… anche se che attore è un attore che si imbarazza?!)
- o cambiando la frase iniziale in qualcosa del tipo “se come me anche tu sei un evasore fiscale…” (e allora sì che ci sarebbe da vergognarsi!)
ultima puntualizzazione: l’impotenza sessuale rovina al massimo la reputazione dei tori da monta… la pubblicità peggiore ha già mercificato e svilito il corpo femminile in ogni modo; riservare ora lo stesso trattamento anche al corpo maschile, mi sembra, più che una tardiva pseudogiustizia sommaria, soltanto una stupidaggine reiterata.

04/04/07

pablo neruda, "me falta tiempo para celebrar tus cabellos" (1959)

Me falta tiempo para celebrar tus cabellos.
Uno por uno debo contarlos y alabarlos:
otros amantes quieren vivir con ciertos ojos,
yo sólo quiero ser tu peluquero.

En Italia te bautizaron Medusa
por la encrespada y alta luz de tu cabellera.
Yo te llamo chascona mía y enmarañada:
mi corazón conoce las puertas de tu pelo.

Cuando tú te extravíes en tus propios cabellos,
no me olvides, acuérdate que te amo,
no me dejes perdido ir sin tu cabellera

por el mundo sombrío de todos los caminos
que sólo tiene sombra, transitorios dolores,
hasta que el sol sube a la torre de tu pelo.

(Mañana, Cien Sonetos de Amor: esta obra fue publicada originalmente en Buenos Aires por Editorial Losada © 1959 Pablo Neruda y Herederos de Pablo Neruda )

Non mi basta il tempo per celebrare i tuoi capelli.
Uno a uno devo contarli e lodarli:
altri amanti voglion vivere con certi occhi,
io voglio essere solo il tuo parrucchiere.

In Italia ti battezzarono Medusa
per l’arricciata e alta luce della tua capigliatura.
Io ti chiamo scarmigliata e intricata mia:
il mio cuore conosce le porte della tua chioma.

Quando ti smarrirai nei tuoi stessi capelli,
non dimenticarmi, ricordati che t’amo,
non lasciarmi andar perduto senza la tua capigliatura

per il mondo cupo di tutte le strade
che solo ha ombra, dolori passeggeri,
fin che sale il sole sulla torre della tua chioma.

...perché è neruda, perché celebra i capelli, perché l'altro giorno ho finto con maestria di saper parlare spagnolo...

20/03/07

what's in a name?

ieri ho conosciuto erri de luca. forse “conosciuto” è una parola eccessiva per descrivere quella decina di minuti trascorsi vicino a lui e quelle poche parole scambiateci… da parte mia, quasi soffocate dall’emozione, da parte sua, originatesi da un sorriso colmo di gentilezza che mai mi sarei aspettata in un autore così famoso…
forse siamo abituati alle popstar che fuggono via appena hanno finito lo spettacolo e che temono gli assalti dei fan più di ogni cosa… bè, in molti casi a ragione, direi…
lui, no… si è trattenuto a parlare con tutti, regalava sorrisi meravigliosi e sguardi benevoli di un azzurro indescrivibilmente intenso…
come ha detto un’altra ragazza in fila accanto a me “sembra la fila per il confessionale” e non credo di risultare blasfema dicendo che le sue parole sono fonte di grande conforto, per me, per chi era lì e per chissà quanti altri…
io ricorderò sempre quanto mi battesse il cuore in attesa del mio turno e con quanto nervosismo tormentavo tra le mani la mia copia del romanzo che tra i suoi preferisco…
davanti a lui ero bassissima e sarà per l’altezza o semplicemente per la mia faccia da heidi che mi ha detto “Ciao!”, mentre a tutti aveva detto “Buonasera!”...
mi ha chiesto il mio nome per scrivere la dedica sul libro e io ho ripetuto automaticamente quelle 5 lettere che mi ritrovo appiccicate addosso dalla nascita… quel nome che non mi piace, che non mi è mai piaciuto, la cui banalità è carica di tradizioni inoppugnabili del sud Italia, di una religione imposta e mai sinceramente accettata, di un ideale di femminilità trasfigurata, gravoso ai limiti della mortificazione…
non avevo pensato che era anche il nome della protagonista di quel romanzo che lui aveva scritto e che io gli restituivo in una delle mille copie perché lo rendesse unico…

a …..
nome di questo racconto
Erri De Luca
19 marzo 2007

si chiude così il cerchio di rinvii, in cui rientra il mio nome (che è il nome della mia nonna paterna), la sua origine egiziana-ebraica e la sua traduzione prima greca e poi latina, l’esaltazione cui lo ha sottoposto il culto cattolico, il suo significato di “goccia di mare”, ma anche di “amata da Dio”, ma anche di “padrona, signora”, l’acqua che percepisco come mio elemento naturale, il sud da cui provengo e a cui appartengo, le responsabilità del mio destino, tante, alcune giunte troppo in fretta, come per la protagonista del suo racconto, in cui c’è tutto questo e di più …
...ieri è stata la prima volta in cui ho intravisto qualcosa di bello nel nome che porto…
andando via , gli ho detto “spero che non le passi mai la voglia di scrivere!”, mi ha risposto “no, di certo!”…
…è una promessa, erri!

19/03/07

victor vasarely

Questi quadri (esatto, quadri! niente computer!) meravigliosi sono di Victor Vasarely (1906-1997), pittore e grafico ungherese, tra gli esponenti principali della optical-art.
Io ho scoperto Vasarely ieri pomeriggio, quando per puro caso mi sono ritrovata a Rieti alla mostra Da De Chirico a Warhol. Viaggio nel '900 tra deserti e selve che ha aggiunto un’inattesa nota culturale a un’innocente gitarella fuori porta (di cui a breve seguiranno le foto).
E stamattina, ancora sotto l’incanto delle opere di Vasarely lì ammirate, ho fatto un po’ di ricerche… per scoprire che a Budapest esiste un Museo Vasarely (indirizzo: III. Szentlélek tér 6.) che ospita ben 400 sue opere originali!

E pensare che sono stata a Budapest 3 anni fa e non ne sapevo niente…



17/03/07

17. 03. per me

Il giorno in cui si festeggia San Patrizio sarà sempre per me il giorno in cui ho conosciuto l’amore.
L’amore, quello vero, quello dei poeti, dei film riusciti meglio, delle canzoni più emozionanti.
In realtà, il mio amore si fondava su una menzogna… ma sembrava vero.

Those are the pearls that were his eyes

Perle nere al posto dei suoi occhi neri,
neri grani di un rosario di passione,
che a fatica scorre tra le mie dita incerte.

17.03. st. patrick's day