15/05/08
16/04/08
una bella notizia e un po’ faghaggine…
il cartone in stop motion
"Rick and Steve, la coppia gay più felice del mondo",
a tematica LGBT,
ha vinto il Pulcinella Awards,
l'Oscar dell'animazione televisiva internazionale.
certa (!) di vederlo presto sulle nostre reti, vi anticipo comunque che nella seria non manca una fag hag (ma che preferisce definirsi “alternative lifestyle companion”), Condi Ling, apparentemente ispirata a Margaret Cho (che ne è la doppiatrice), ma in realtà ispirata alla vostra gingerheidi. Non ci credete? Leggete questo estratto dal sito ufficiale:
Age: 29 and still friggin' single
Occupation: Different things here and there
Interests: Fashion, Men, Gay men, Being a gay man
[…] While she fits comfortably into any soiree, when the party's over, she's always alone and depressed.
[…] PHYSICAL: Rotund, Asian, […] clothes see too tight and kind of trampy, lots of make up.

Oui, je suis Condi Ling!
e alla fine dei miei giorni, come lei, dirò:
I could see my entire life flash before my eyes, like one big gay pride parade.
05/03/08
28/02/08
da una che ha esperienza...
14/02/08
happy valentine! to you, at least...
In our culture, St. Valentine's day is mainly a chance to show you care and that's what I'm doing now. I have no love not celebrate today, no love I miss painfully, no more. What I miss is that caring hand on my arm, the loving support of an elder brother, the challenging debates with a passionate colleague, the moving smiles of a true friend... 09/02/08
these are the thoughts
These are the thoughts that go through my head
In my backyard on a sunday afternoon
When I have the house to myself and Im not
Expending all that energy on fighting with my boyfriend
Is he the one that I will marry?
Why is it so hard to be objective about myself?
Why do I feel cellularly alone?
Am I supposed to live in this crazy city?
Can blindly continued fear induced regurgitated life-denying
Tradition be overcome?
Where does the money go that I send to those in need?
If we have so much why do some people have nothing still?
Why do I feel frantic when I first wake up in the morning?
Why do you say you are spiritual
Yet you treat people like shit?
How can you say youre close to god
And yet you talk behind my back as though I am not
A part of you? why do I say Im fine when its
Obvious Im not? whys it so hard to tell you what I want?
Why cant you just read my mind?
Why do I fear that the quieter I am the less you will listen?
Why do I care whether you like me or not?
Why is it so hard for me to be angry?
Why is it such work to stay conscious and so easy to get stuck
And not the other way around?
Will I ever move back to canada?
Can I be with a lover with whom I am a student and a master?
Why am I encouraged to shut my mouth when it gets too close to home?
Why cannot I live in the moment?
ho sempre adorato questa canzone. sempre vuol dire dagli ultimi giorni del 1999, ma tanto luca ci ha insegnato che “per sempre non esiste”. una volta, appena partita dal cd, mia madre disse “ecco la canzone che heidi mette quando sta inkazzata!”… vero… è una canzone che mi coinvolge tanto da rilassarmi, la canto la maggior parte delle volte piangendo. e serve.
e l’ho risentita l’altro giorno, dopo tantissimo tempo. perché sì, sono inkazzata. perché dopo il vortice della disperazione sono inkazzata. perché sono crollate tutte le grandi e le piccole narrative e l’identità porosa e frammentaria moltiplica all’infinito le tue possibilità, ma prima di addormentarti fa sempre freddo… e non sei ancora diventato un cyborg, anche se ti inquieta l’idea del cellulare a più di un metro dalla tua mano, anche se ti sembra che non abbia senso un mondo senza adsl… e crolla tutto e tutto continua a crollare e i detriti schizzano ovunque e fanno malissimo perché la tua epidermide è ancora umana… e scopri che amici che ritenevi fratelli vivono benissimo senza di te e neanche provano nostalgia… e tu bussi a mille porte e aprono sempre solo quelle sbagliate… e persone che avevi giurato a te stessa che non ti avrebbero fatto più male inventano modi sempre nuovi per farti sentire l’essere più sbagliato mai venuto al mondo… e tutti ti ripetono che la vita è meravigliosa… e non è vero…
e sogno te, immanuel, guardando questo timido sole di primavera.
31/10/07
fag hag day: cento di questi giorni!
Perché mi dite che sono sexy (anche se non è vero)…
Perché posso regalarvi biancheria intima…
Perché insieme cantiamo le canzoni di “non è la rai” e dei “take that” e discutiamo di cose froce intellettuali…
Perché mi assecondate, con il giusto equilibrio, nei miei deliri postadolescenziali…
Perché mi avete mostrato che XY non è solo sinonimo di calcio, simpson e superficialità…
Perché mi avete insegnato a distinguere una coppia che si ama davvero da una coppia che sta insieme per abitudine…
Perché mi supportate e sopportate in mille occasioni, aldilà di ogni possibilità puramente umana…
Perché mi avete insegnato che il coraggio di essere se stessi è l’unica forza in grado di modificare il destino...
…for all this and more, I will always ha/ug you!!!
dedicato al mio popoloso fagdom, ma in particolare alle tre colonne portanti g. d. d. (che commenteranno “e che colonne!”… già lo so)
17/06/07
08/06/07
13/05/07
11/05/07
13/04/07
fiera di me
06/04/07
reputation is what you choose
vorrei precisare che, secondo me, la reputazione di un uomo non è messa minimamente in discussione dalla sua (im)potenza sessuale… non ci si rovina la reputazione contraendo una patologia, ma scegliendo di adottare, in modo gratuito e furbesco, comportamenti ai danni dei propri simili. allo stesso tempo, comprendo l’esigenza di riservatezza riguardo il proprio stato di salute nel senso più ampio del termine.
mi piacerebbe che lo spot venisse (leggermente) modificato:
- o cambiando la scritta sulla porta (imbarazzo al posto di reputazione basterebbe… anche se che attore è un attore che si imbarazza?!)
- o cambiando la frase iniziale in qualcosa del tipo “se come me anche tu sei un evasore fiscale…” (e allora sì che ci sarebbe da vergognarsi!)
ultima puntualizzazione: l’impotenza sessuale rovina al massimo la reputazione dei tori da monta… la pubblicità peggiore ha già mercificato e svilito il corpo femminile in ogni modo; riservare ora lo stesso trattamento anche al corpo maschile, mi sembra, più che una tardiva pseudogiustizia sommaria, soltanto una stupidaggine reiterata.
13/03/07
a lezione di fag hag
[precisazione: non uso il termine in inglese perché sono esterofila (che un po’ lo sono, ma non è rilevante in questo momento). Uso il termine inglese, perché non sono sicura che esista un corrispettivo italiano, ovvero una volta un mio amico (gay, of course!) me lo ha tradotto “frociarola”, ma è praticamente l’unica occasione in cui l’ho sentito. Certo, non suona dolcissimo in italiano, ma anche in inglese ha un suono più che altro dispregiativo. D’altronde, è quella la sua origine, ma fortunatamente abbiamo imparato/stiamo imparando a portarlo con orgoglio. Naturalmente, sarò grata a chi mi segnalerà eventuali traduzioni italiane attestate… o di nuova invenzione, perché no?!]
urban dictionary: fag hag
tra le tante definizioni: una donna che ama la compagnia di uomini gay. Possono essere spesso scambiati per una coppia sposata... semplicemente perché, passando tanto tempo insieme, raggiungono un livello di amicizia molto vicino alla relazione matrimoniale. Perché come una coppia sposata si amano, non si sopportano e non fanno sesso.
Fag Hags- A Social Analysis:
la prima volta che sono stata etichettata “fag hag”, ho provato vergogna. Ma non c’è nulla di cui vergognarsi. Sono orgogliosa di essere una fag hag. Sono una fag hag! Senti come ruggisco! Sii orgoglioso di ciò che sei. Renderà solo gli altri più orgogliosi di conoscerti.
The Fag Hag Manifesto
Eureka! non ero attratta dall’essere gay, ero attratta da persone che accettavano se stesse per come erano davvero e presentavano quel “se stesso” al mondo. Mi piacevano le persone che rifiutavano di adattarsi a ciò che gli altri ritenevano dovessero essere. […] “Coming out” non riguardava l’essere gay o etero; era accettazione di sé e volontà di tener fede a se stessi in ogni situazione. [questa è indiscutibilmente la mia preferita!]
The Fag Hag Quandary
[a proposito della madre, fag hag nella New York della Depressione] le chiesi una volta se avesse mai sentito il termine “fag hag”, e le spiegai che significava una donna con tanti amici gay, rispose: “ai miei tempi, si chiamava solo ‘essere ingenua’”




